Pubblicato da: Gian Luca Figus | 07/05/2009

SCOTT MATTHEWS – Elsewhere

Scott Matthews è uno dei miei musicisti preferiti. Semisconosciuto, viene da Wolverhampton nel West Midlands inglese. Un paio di anni fa è uscito il suo primo disco Passing Strangers che considero un capolavoro, tra folk rock e blues. Da un mesetto (e per ora solo in Gran Bretagna) è uscito il nuovo disco Elsewhere. Un paio di video girano per Youtube e sul suo sito . Fractured è il primo brano che ho ascoltato, (solo dopo ho visto il video che lo accompagna). Che dire mi è riapparso un Jeff Buckley sorridente dall’aldilà, in compagnia di Nick Drake.

Nel secondo brano che ho ascoltato, 12 Harps,  c’è  un Robert Plant in carne ed ossa, suo concittadino, in un duetto tra chitarre a dodici corde che lascerà il segno.

(Il video invece richiama Cormac McCarthy, con atmosfere da Cavalli Selvaggi e Non è un paese per vecchi. Da vedere in HQ..)

Annunci
Pubblicato da: Gian Luca Figus | 07/04/2009

JOE HENRY – God only knows

Musicista raffinato, il brano è tratto dall’ultimo disco Civilians. In agosto uscirà il nuovo album Blood from stars.

La musica di Joe Henry è un misto di blues jazz e folk. Tra i musicisti che lo hanno accompagnato nel disco (ho avuto la fortuna di sentirlo live a Barcellona) ci sono Bill Frisell e Greg Leisz alle chitarre e  Loudon Wainwright III alla voce.

Darkness settles on the ground

And leaves the day stumbling blind,

Coming to a quiet close

And maybe just in time:

We’d almost lost the heart to know

How to keep our best in mind,

We’d almost lost the heart to know

How to keep our best in mind.

Time has turned an angry face

And throws a dark eye back to see

That what will pass for mercy now

We practice unforgiving.

As if might and will mode right

Or either one could make us free,

As if might and will made right

Or either one could make us free.

Lovers laugh and cross this way

Weaving out into the street,

It seems we never were so young

Or it was never quite so sweet.

But the world is always beautiful

When it’s seen in full retreat,

The worst of life looks beautiful

As it slips away in full retreat.

God only knows that we can do

No more or lass than He’ll allow,

God only knows that we mean well

God knows that we just don’t know how.

But I’ll try to be your light in love

And pray that is enough for now,

I’ll try to be your light in love

And pray that is enough for now.

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 07/03/2009

DYANE KURTZ Postcards from downtown

Il video è tratto dal primo disco del 2003 intitolato Postcard from downtown (come il brano del video)

Qui di sotto un commento di Dyane Kurtz in occasione dell’uscita del suo terzo disco:

“I completed most of the songs for Another Black Feather in a hermitage maintained by some lovely people for solitary religious introspection. I stayed in an adobe hut on 500 acres in the Sonoran desert in Arizona. There was no electricity, nobody around for miles, a cot, a table, chair and pitcher. 2 weeks. I brought no distractions – no novels, only books of writing exercises and poetry. It was so quiet at night I could hear the blood beat in my ears. It was sublime, and I wrote constantly. When I wasn’t writing I’d take a walk, stop and watch a bug climbing around a desert flower for an hour. I learned a lot about my friends when I described this trip to them, and showed them pictures. My artist/writer/musician friends were mostly envious. But some people looked at the hut and said, ‘Is that a dirt floor?’”

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 06/02/2009

NEIL YOUNG & CO. Primavera sound ’09 a Barcellona

Merito di Michela, mia moglie. Non conoscevo il Primavera Sound di Barcelona. Non ero particolarmente attratto da Barcellona. Poi ho consultato il sito del Festival, trovato un buon volo economico, un posto gratis dove dormire.

 Barcellona splendida. Luce fortissima, cieli tersi, aria. Tra i vicoli di La Ribera giravamo in bicicletta, poi dritti fino alla spiaggia. Atmosfera rilassata, una vera pacchia.

 Poi c’era il Festival. Tre giorni dalle 16 alle 4 di notte, in un posto sul mare, grandissimo, chiamato Forum. Sette palchi, quasi sulla spiaggia, distanti tra loro, grandi, piccoli, alcune tende per performance acustiche, un auditorium avveniristico per concerti al chiuso. Pannelli solari, birra a fiumi, stands di molte etichette indie, Myspace music per set di artisti indipendenti.

 Ho fatto il conto: in tre giorni ho seguito circa 20 concerti, alcuni per poche canzoni, altri per tutta l’esibizione, che nel caso di Neil Young è durata quasi 2 ore. Bella atmosfera per il mio primo festival rock! All’inizio spaesato, come un bimbo in un negozio di giocattoli o di dolci, non sapevo dove andare, chi seguire, chi prediligere tra concerti che si svolgevano in contemporanea, e camminando, per alcuni tratti si sovrapponevano. Vecchie glorie e nuovi talenti. Mi sono emozionato per Andrew Bird (da solo, splendido), Throwing Muses (che grinta Kirstin Hersh e che batteria), Joe Henry (che classe), The Bad Plus (jazz contaminato), Plants and Animals (3 ragazzi super dal vivo), Jarvis Cocker (bell’impatto sul palco), The Tallest Man on Earth (da solo, belle melodie), Magnolia Electric Co. e Jayhawks (che mestiere)…

Andrew Bird - giovedì ore 23.00, palco Ray-Ban Vice

Andrew Bird - giovedì ore 23.00, palco Ray-Ban Vice

Poi l’ultimo giorno è arrivato Neil Young. Il festival era strapieno di gente, noi eravamo già lì alle 17 per il concerto di Alela Diane, (dico noi perchè oltre a Miki c’era Gianluca Testani, Carlo Bordone e altri critici musicali dei quali ho ascoltato divertito i commenti più disparati sui musicisti presenti). Verso le 20.30 ci siamo trovati tutti di fronte al palco principale, una marea di gente, per il vecchio Neil.

 Ascoltarlo dopo aver seguito tanti concerti è servito a chiarire subito una cosa: è un artista eccellente sotto tutti i punti di vista. Le performance che avevo apprezzato poco prima a confronto con la qualità e la densità trasmessa da Young si sono subito ridimensionate. 40 dischi in 40 anni e una grinta e una forza che mi hanno lasciato senza fiato. Grandissima voce, concentrazione e precisione, eccelso alla chitarra come non mai, assoli perfetti, grande intesa con la vecchia band,  la sua Electric Band con, tra gli altri, sua moglie Pegi Young e Ben Keith con lui fin dai tempi di Harvest e Comes a time.

 Ecco la scaletta del concerto:

1.    Mansion On The Hill    (electric guitar)

2.    Hey Hey, My My (Into The Black)    (electric guitar)

3.    Are There Any More Real Cowboys?    (piano)

4.    Everybody Knows This Is Nowhere    (electric guitar)

5.    Pocahontas    (electric guitar)

6.    Spirit Road    (electric guitar)

7.    Cortez The Killer    (electric guitar)

8.    Cinnamon Girl    (electric guitar)

9.    Mother Earth    (pump organ)

10.    The Needle And The Damage Done    (acoustic guitar – solo)

11.    Unknown Legend    (acoustic guitar)

12.    Heart Of Gold    (acoustic guitar)

13.    Old Man    (acoustic guitar)

14.    Down By The River    (electric guitar)

15.    Get Behind The Wheel    (electric guitar)

16.    Rockin’ In The Free World    (electric guitar)

17.    A Day In The Life    (electric guitar)

Canzoni che vengono in gran parte dal passato, in una alternanza di elettrico ed acustico che ha esaltato le interpretazioni,  presentate in maniera così fresca e sincera da sembrare nuove.

L’omaggio finale ai Beatles è stato accolto con stupore e commozione a suggellare un finale perfetto in una serata perfetta.

Il concerto successivo alle 23.00 è stato dei Sonic Youth, mi è scivolato addosso come acqua fresca. Ho preferito allontanarmi camminando sopra migliaia bicchieri di plastica, per bermi sotto la luna la mia ultima birra alla salute del grande Neil..

 

Neil Young - sabato ore 21.00, palco Estrella Damm

Neil Young - sabato ore 21.00, palco Estrella Damm

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 05/22/2009

The black cab sessions

E’ possibile sentire cantare gente come Ryan Adams, The Nationals, Badly Drawn Boy, Calexico, Lambchop dove? Ma dentro un comunissimo taxi inglese. E’ il progetto di www.blackcabsessions.com, Il taxi raggiunge gli artisti per portarli in giro, nel frattempo  si suona e si registra la canzone.. Geniale…

The National at The black cab sessions..

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 05/13/2009

ESTRELLA DAMM primavera sound ’09 festival

C’è uno spettacolare festival di primavera che si tiene ogni anno a Barcellona. La quantità e la qualità degli artisti e gruppi che saranno presenti sul palco lascia senza fiato!

Tra gli altri vi segnalo: Neil Young ·My Bloody Valentine · Sonic Youth · Jarvis Cocker · Yo La Tengo · The Jayhawks · Spiritualized · Michael Nyman · Phoenix · Joe Henry · Art Brut · Liars · Squarepusher · Herman Dune · Deerhunter · Andrew Bird · The Bad Plus · Shearwater · Bat For Lashes · Damien Jurado · Wavves · Lemonad · The Disciplines..

Saremo lì quest’anno..

Di Andrew Bird è uscito da poco il nuovo cd  Noble Beast. Suonerà a Milano il 18 maggio al Musicdrome. 

Mi ha colpito  questo brano

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 05/12/2009

Wilco: Ashes of American flags

Recentemente a Milwaukee (Wisconsin) ho avuto l’onore di assistere al concerto “casalingo” dei Wilco. Il Dvd appena uscito ripercorre le tappe, non solo musicali, del gruppo attraverso un viaggio nella provincia americana. I Wilco di Jeff Tweedy saranno in tour in Europa da fine Maggio (qui le date). Consiglio a tutti di non perdere questa occasione. Il gruppo dal vivo è veramente eccezionale.

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 05/12/2009

Painting #01

Gerhard Richter

German (Dresden, Germany, 1932)

Lesende (Reading) 1994

Oil Painting (72.39 cm x 101.92 cm) 

 

SFMOMA – San Francisco Museum Of Modern Art 
Pubblicato da: Gian Luca Figus | 05/10/2009

Gomez, A new tide

Sesto album in dieci anni (secondo per l’etichetta ATO di Dave Matthews), per la band inglese di Southport. Tra pop e cyberfolk le undici tracce scorrono bene. Ad un primo mi colpisce Lost track e  Win park slope, quest’ultima lontana dai miei gusti musicali, ma potente e ipnotica, ascoltandola in macchina a tutto volume ho sbagliato strada… bella Bones tired, ballata tra l’acustico ed elettronico. Gli altri brani mi riportano da una parte alle sonorità di Eddie Vedder e Iron & Wine (Natural selection e Other plans), dall’altra ai Snow Patrol e forse ai Racounters. Tra brit pop e tradizione americana.

Sotto un video tratto dal penultimo disco How we operate

 

 

Pubblicato da: Gian Luca Figus | 01/24/2009

I migliori dischi del 2008

I migliori dischi del 2008. Una parziale e personalissima scelta, contando il numero delle “stelline di Itunes” che ho assegnato ai brani sul mio ipod durante l’ultimo anno. Dieci album di generi diversi, buona musica da proporre e condividere. E spero contribuirete con altre segnalazioni…

Bon IverFor Emma, Forever Ago (folk rock)

Justin Vernon dopo essere stato lasciato dalla fidanzata e aver sciolto il suo gruppo si ritira. Dove? In un capanno nei boschi del Wisconsin, in inverno. Una chitarra un semplice registratore e intorno la neve e la solitudine. Riposa Justin. Recupera Justin. Poi inizia a comporre il suo primo disco solista. Nove canzoni. Chitarra e voce quasi sempre in falsetto. Ai nastri viene aggiunto, in post produzione, molto poco. Un po’ di batteria qua e là, qualche effetto, un controcanto. Eppure il disco nella sua semplicità suona denso.

Qui il link al video molto “into the wild”

Steven Wilson – Insurgentes (rock)

Anche Steven Wilson è al suo primo disco solista, sebbene sia attivo da una ventina d’anni nel panorama musicale, con i Porcupine Tree, i Blackfield, i No-man. Insurgentes è un disco vero, comincia subito deciso, sonorità tra Radiohead e Coldplay, imprevedibile però perchè il suono vira in continuazione e con lui lo stile, tra rock, pop, prog, momenti grunge ed altri strumentali, in alcuni momenti addirittura il jazz. Il suo mestiere di musicista e produttore in progetti completamente diversi è evidente. Suona estremamente moderno, arrangiato e mixato magistralmente, con pezzi di grande sostanza.

Continua a leggere…

Categorie